giovedì 14 marzo 2013

Chanel: the story


Coco Chanel, pseudonimo di Gabrielle Bonheur Chanel (Saumur, 19 agosto 1883 – Parigi, 10 gennaio 1971), è stata una celebre stilista francese, capace con la sua opera di rivoluzionare il concetto di femminilità e di imporsi come figura fondamentale del fashion design e della cultura popolare del XX secolo.
Ha fondato la nota casa di moda che porta il suo nome, Chanel.

Gabrielle Bonheure Chanel nacque il 19 agosto 1883 in un ospizio dei poveri a Saumur, da HenriAlbert Chanel e Jeanne De Volle. La bambina venne concepita al di fuori del vincolo matrimoniale, così come la sorella Julie. I genitori si sposarono solo il 17 novembre 1884.
Il padre di Gabrielle era un venditore ambulante.
La madre, Jeanne, figlia di un locandiere, diede alla luce Gabrielle all'età di diciannove anni. La famiglia si trasferì poco dopo a Issoire,dove vennero concepiti Alphonse, nel 1885, Antoinette, nel 1887 e Lucien, nel 1889. In seguito alla nascita dell'ultimogenito, la famiglia traslocò a Brive-laGaillarde, dove Jeanne, probabilmente spossata dalle gravidanze, si ammalò e morì in seguito a una febbre accompagnata da un attacco di asma.

In seguito alla morte della moglie, Albert prese con sé i figli per abbandonarli nuovamente presso la residenza della propria madre, a Vichy. La donna non poté occuparsi personalmente dei bambini e Lucien e Alphonse vennero quindi mandati a lavorare presso un'azienda agricola. Le tre sorelline Chanel, invece, furono affidate alle suore della congregazione del Sacro Cuore, presso l'orfanotrofio di Aubazine.

Nelle collezioni di Chanel si può, infatti, percepire l'influenza degli anni di vita monacale. Come fa notare Karen Karbo, le suore hanno ispirato in Mademoiselle l'«amore per il bianco ed il nero» e l'«austerità».

« Coco Chanel ha creato la nuova uniforme della donna moderna. »

- 1926,Vogue.


Superato il limite di età per restare all'orfanotrofio, Julie e Gabrielle vennero mandate presso una scuola di apprendimento delle arti domestiche di Notre Dame.

Coco compì diciotto anni nel 1901 e iniziò a lavorare come commessa a Moulin, presso il negozio di biancheria e maglieria Maison Grampayre. Lì mise a punto le nozioni di cucito apprese dalle suore di Notre Dame e approfondite con zia Louise.

Negli stessi anni in cui lavorava presso la bottega Maison Grampayre, intraprese una breve carriera come cantante presso un caffè-concerto. Sembra che il soprannome Coco derivi dalla canzone Qui qu'a vu Coco?, in cui Gabrielle si esibiva.

Chanel incontrò Etienne de Balsan nel 1904. Quando si conobbero lei aveva 21 anni e lui 24. Balsan fu anche il primo finanziatore della stilista. Figlio di imprenditori tessili, e ufficiale di cavalleria, Balsan invitò Chanel a trasferirsi presso il suo castello a Royallieu, nel 1908.
La loro storia durò sei anni.

Chanel si ritrovò a passare le sue giornate nelle stalle dei purosangue del suo amante. Imparò a cavalcarli e destò l'ammirazione non solo di Balsan, ma anche dei suoi amici. Probabilmente fu proprio la vita equestre che le ispirò successivamente i pantaloni da cavallerizza e le cravattine lavorate a maglia.

Nonostante Balsan non comprendesse il desiderio creativo di Chanel e la sua voglia di lavorare, la assecondò permettendole di creare cappelli presso il suo appartamento parigino, in Boulevard Malesherbes.
Intorno al 1909, Coco Chanel iniziò la sua carriera realizzando cappellini: in un'epoca in cui
vigevano cappelli sontuosi, i cappellini di paglia, ornati da semplici fiori in raso o singole piume, scioccarono.
Il cappello è tutt'ora definito "il dettaglio per eccellenza" nello stile Chanel.
Attraverso la rete di amicizie di Balsan, Chanel formò la sua prima clientela.


Presso la residenza del suo primo amante, Chanel incontrò quello che viene considerato l'amore della sua vita, Arthur “Boy” Capel.
A differenza di Balsan, Capel incoraggiò e finanziò il lavoro di Chanel.
I due andarono a vivere insieme a Parigi, dove Capel le anticipò i soldi per permetterle di aprire la sua boutique al 21 Rue Cambon.

Nel 1912, quando il negozio era già ormai avviato da due anni, Chanel iniziò a vendere oltre ai suoi capellini anche capi di vestiario come maglioni, gonne e qualche vestito.

Nel 1913, Capel aprì per Chanel un nuovo negozio nella località balneare di Deauville. Il negozio sorgeva tra il Gran Casinò e l'albergo più lussuoso del posto, l'Hotel Normandie.
A Deauville, ispirata dai marinai al lavoro, Chanel reinterpretò il loro abbigliamento, realizzando dei maglioni col medesimo scollo. Tutto lo stile di Chanel si rifaceva alla vita comune delle persone che la circondavano, per dare all'abbigliamento quella praticità che la Belle Époque aveva sostituito con bustini, corsetti e impalcature per cappelli.

Il 1916 è l'anno del jersey: Coco Chanel acquistò dall'industriale tessile Jean Rodier una partita di jersey lavorato a macchina, col quale iniziò a realizzare i suoi capi.

L'introduzione nel settore dell'abbigliamento di questo materiale fino ad allora destinato alla realizzazione di biancheria fu una vera novità. Ancora oggi Chanel è nota per le sue creazioni in jersey.
Nel 1917, Chanel fece la conoscenza di Misia, la pianista polacca che la introdusse nel mondo degli artisti e degli intellettuali.
Nel 1918, Chanel rese al suo amante la somma completa che le aveva prestato. Fu in quell'anno che Capel, in viaggio da Parigi verso Cannes, ebbe un grave incidente stradale e perse la vita all'età di 38 anni.
A causa della grave perdita Mademoiselle si buttò a capofitto nel lavoro, fino a che non fu costretta a chiudere l'attività, a causa della seconda guerra mondiale.

Negli anni venti, Chanel lanciò la moda del capello corto. Fu una fatalità. Essendosi accidentalmente bruciata i capelli su un fornello, tagliò anche il resto. Dopo poco tempo le giovani donne alla moda imitarono il suo taglio.

Nel 1921 venne prodotto il primo profumo della casa di moda, Chanel No. 5., creato da Ernest Beaux, mentre Coco Chanel si limitò a sceglierne il nome. Il profumo ebbe un grosso successo, al punto che il "5" divenne il suo numero fortunato. Chanel No.5 fu il primo di una serie di profumi che divennero uno dei prodotti di punta della maison e alla cui commercializzazione Pierre Wertheimer affiancò Coco Chanel.
La compagnia si è sempre avvalsa di testimonial particolarmente celebri, fra cui non si può non ricordare Marilyn Monroe che negli anni cinquanta si fece fotografare, mentre si spruzzava alcune gocce di Chanel No. 5. Tale immagine è rimasta sicuramente la più rappresentativa dell'intera produzione di Chanel, e continua ad essere una delle foto più celebri nella storia del marketing, ancora oggi citata in diverse occasioni o venduta in forma di poster.


Il 1926 fu l'anno del debutto del piccolo vestito nero, la petite robe noire, considerato il capo più
importante nella storia dell’abbigliamento.

Chanel procedeva nella sua ascesa e nel 1928 la sua maison parigina si trasferì da Rue de Cambon 21 al numero 31, dove occupò ben tre piani.

Coco Chanel, attraverso la moda, rappresentò il nuovo modello femminile che stava sviluppandosi nel 900: una donna dinamica,che lavorava e che non poteva più essere schiava dell'abbigliamento costrittivo della Belle Époque.
Chanel diede a quella nuova donna il vestito giusto.

Per l'utilizzo di materiali umili e per l'ispirazione che traeva dalle figure legate alla vita lavorativa, Chanel venne rinominata la regina del genre pauvre, una «“povertà di lusso" molto moderna e snob».

A partire dal 1913 fino ad arrivare al 1930, Chanel portò la lunghezza delle gonne sotto il ginocchio e abbassò il punto vita, promosse l'utilizzo del jersey e dello stile alla marinara, e per finire introdusse l'utilizzo dei pantaloni femminili.
Chanel crea la nuova donna del XX secolo, una donna che afferma la propria femminilità non per contrasto, bensì per paradosso, attraverso la rivisitazione di abiti maschili.


Negli anni trenta Chanel si dedica alla realizzazione di gioielli. Fino a quel momento la stilista aveva proposto pezzi di bigiotteria, come i gioielli di cristallo, pietre finte, collane di perle false e catenelle dorate. Ma di ritorno da Hollywood, in cui partì per un ingaggio come costumista, iniziò a proporre alla sua clientela gioielli
veri.


Chanel intraprese una relazione con Paul Iribe, caricaturista basco, che insieme all'amico della stilista, Cocteau, fondò la rivista Le Mot.
La relazione iniziò intorno al 1933 e si protrasse fino al 1935.

Quell'anno Paul muore giocando a tennis sotto gli occhi di Chanel, che inconsolabile dopo la perdita dell'amante si mette ad abusare di Sédol, un ipnotico a base di morfina del quale presto non si potrà più liberare.

Chanel non fu solo una grande stilista, ma impiegò il suo talento anche nelle opere teatrali e
cinematografiche.

A causa della seconda guerra mondiale, Coco si legò a uno dei giovani capi delle SS, Walter Schellenberg.
Voleva servirsi degli agganci che aveva nell'ambiente inglese e in quello tedesco per mandare in porto la sua strategia di pace, escogitata insieme a Theodor Momm. L'operazione prese il nome di Modellhut.

Il piano prevedeva che la trattativa si dovesse svolgere in Spagna. Lì però l'accompagnatrice di Chanel,Vera Lombardi, la tradì denunciandola all'Intelligence come un'agente tedesca.
In seguito all'operazione Modellhut, nel 1944 le FFI(Forze Francesi dell'Interno) arrestarono Chanel, proprio per le sue relazioni con spie nemiche. Venne rilasciata dopo un interrogatorio di tre ore.

Negli anni in cui Chanel si assentò raggiungendo la Svizzera, dove rimase in “esilio”dal panorama della moda, si affacciò con le sue stravaganti proposte Christian Dior. Nel 1946 aprì il suo salone a Parigi e con il suo New Look rinviava al passato, al busto della Belle Époque e alle gonne lunghe.

Chanel non apprezzerà il recupero dei vecchi canoni e di Dior dirà che “addobba delle poltrone, non veste delle donne: l'eleganza è ridurre il tutto alla più chic, costosa, raffinata povertà”.
Fu un vestito da ballo realizzato con una tenda di taffetà a segnare il suo ritorno.

Chanel riaprì la sua maison e si ripresentò al suo pubblico con una nuova collezione, che presentò il 5 febbraio del 1954.
I 30 modelli sfilarono davanti agli occhi di una folla di compratori, fotografi e giornalisti. La prima reazione dei critici francesi fu assolutamente negativa, a causa del ricorrere dei vecchi temi. Ben presto però i consensi iniziarono ad arrivare dall'America e Chanel tornò ancora una volta di moda.


La proposta di Chanel nell'anno della sua riapertura è il tailleur in tweed, con una gonna che riacquista un poco di lunghezza sotto il ginocchio, la giacca corta e i bottoni dorati.

Mademoiselle ottenne un altro successo, dando vita ad un altro intramontabile accessorio firmato Chanel: la borsetta 2.55. L'innovativo design si ispira, nella pura tradizione Chanel, al guardaroba maschile: per dare volume alla sua pochette, la stilista prese esempio dalle giacche che gli stallieri indossavano agli ippodromi. La borsa matelassé - ovvero trapuntata - presentava l'aggiunta di una tracolla, che consisteva in una catenella di metallo, intrecciata al cuoio.


Nel 1957, Christian Dior venne a mancare e lo stesso anno Coco Chanel venne invitata a Dallas per
ricevere il Neiman-Marcus Award, l'Oscar della moda.

Negli anni sessanta debuttò il sandalo bicolore, realizzato per Chanel dal calzolaio francese André
Massaro.

Chanel morì il 10 gennaio 1971 in una camera dell'Hôtel Ritz, all'età di 87 anni.
Lasciò il suo patrimonio alla fondazione Coga, creata nel 1965 a Vaduz.
In seguito alla sua morte la maison venne gestita dai suoi assistenti: nel 1971, Gaston Berthelot, Jean Cazaubon e Yvonne Dudel si presero cura dell'atelier. Passarono poi il testimone a Philippe Guibourgè nel '78, che venne sostituito da Ramone Esparza nel 1980.
Dal 1983 la maison venne affidata a Karl Lagerfeld che attualizzò l'azienda introducendo importanti innovazioni e lanciando nuove linee.

Oggi Chanel conta più di 200 boutique in tutto il mondo.



Se sei nato senz'ali, non fare mai nulla per impedire loro di crescere. 
 Coco Chanel



2 commenti:

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